Perchè uscire dal Regime Forfettario

Premessa

Il Regime Forfettario è un regime di vantaggio che viene spesso utilizzato come regime fiscale per l’apertura della partita iva.

Viene spesso utilizzato nella prima fase di apertura partita IVA, per tutta una serie di motivi, tra cui il più importante ossia è la minore percentuale dell’imposta che è pari al 5% per i primi 5 anni di attività e che diventa il 15% dopo questa fase.

Queste aliquote che possono andare dal 5% al 15% sono vantaggiose perché vanno a sostituire le aliquote IRPEF che vanno dal 23% al 43% che sono presenti nella ditta individuale.

I Requisiti

Prima di spiegare le motivazioni del perché bisogna uscire dal forfettario è opportuno elencare i requisiti per poter stare all’interno di questo regime.

Sostanzialmente i requisiti sono 3:

  1. Limite del fatturato: Non bisogna superare il fatturato di 65.000€
  2. Spese dipendenti: Non bisogna aver sostenuto più di 20.000€ per personale dipendente
  3. Svolgi un altro lavoro: non devi avere percepito più di 30.000€ come dipendente

Infine bisogna avere la residenza in Italia e non si possono avere partecipazioni in altre società.

Perché uscire dal Regime Forfettario

La decisione di uscire dal Regime Forfettario viene presa solitamente in quanto di sfora il limite del fatturato pari a 65.000€.

Ma esiste anche un’altra motivazione, ossia quella legata ai costi.

Il Regime Forfettario non consente di “scaricare” i costi, in quanto le tasse si pagano su un coefficiente di redditività che appunto tiene conto dei costi in maniera forfettaria.

Nel caso in cui si possiede una tipologia di business dove si ha un margine basso e si hanno tanti costi che superano la soglia forfettaria sarebbe opportuno valutare di abbandonare il Regime Forfettario.

Per esempio l’attività di ristorazione, o comunque quelle attività legate al mondo del food & beverage, è molto sconsigliato l’uso del Regime Forfettario, in quanto per esempio per ogni bene acquistato l’iva sarà considerato un costo in quanto con il Regime Forfettario non si applica l’IVA.

Le differenze tra il regime forfettario e il regime ordinario

Quando si sceglie di procedere con la procedura di apertura partita IVA, la prima cosa da fare è prendere appuntamento per una consulenza fiscale presso lo studio di un Commercialista Palermo. Infatti, solo uno specialista di questo settore saprà spiegarti bene i vantaggi, gli svantaggi e le procedure di questi due regimi fiscali.

In questo paragrafo, cercheremo di spiegare nel dettaglio che cos’è un regime forfettario e che cos’è un regime ordinario, così da capire quali sono le differenze tra questi due regimi fiscali.

  • Il regime forfettario viene spesso utilizzato nella prima fase di apertura partita IVA, per tutta una serie di motivi, tra cui forse il più importante è la minore percentuale dell’imposta, che nel caso del regime forfettario è del 15%, ma che diventa anche del 5% nel caso di apertura di una nuova attività (percentuale che può durare per i primi 5 anni dell’attività).
  • Il regime ordinario ditta individuale, invece, prevede una percentuale di imposte che può oscillare tra il 23% e il 43%.
  • Il regime ordinario di una Srl, invece, prevede una percentuale di imposte pari al 24%.

Inoltre, all’interno del regime ordinario ci sono svariati obblighi che, invece, non sono presenti nel regime forfettario:

  • il versamento dell’IVA mensile o trimestrale;
  • la dichiarazione IVA da presentare all’Agenzia delle Entrate;
  • la conservazione di tutti i registri e tutti i libri contabili.

Una volta usciti dal regime forfettario, il consiglio è quello di pensare alla costituzione di una propria Srl, cioè una propria Società a Responsabilità Limitata: questa particolare tipologia di società presenta molteplici vantaggi, tra cui la responsabilità limitata ossia la netta distinzione tra patrimonio personale e patrimonio della società e una tassazione che è fissa al 24%

Nel prossimo paragrafo di questo articolo descriveremo quello che succede dopo l’uscita dal regime forfettario.

Cosa cambia dopo l’uscita dal regime forfettario

Abbiamo visto, quindi, che l’uscita dal regime forfettario può essere intrapresa per la mancanza di anche solo un requisito di permanenza.

Quello che non abbiamo ancora visto, però, è ciò che cambia dopo l’uscita dal regime forfettario.

Dopo il passaggio da regime forfettario a regime ordinario, la tassazione non sarà più agevolata al 5/15%, ma oscillerà tra il 23% e il 43% oppure sarà fissa al 24% come nel caso delle Srl.

Inoltre, una volta fatto questo passaggio, il titolare della partita IVA sarà anche obbligato alla tenuta dei registri e dei libri contabili. Il regime ordinario, però, presenta anche dei vantaggi, come per esempio quello di poter scaricare alcuni dei costi aziendali (affitti, utenze, spese per dipendenti e così via), impossibile nel caso del regime forfettario.

Infine, una strada da intraprendere dopo l’uscita dal regime forfettario, come detto precedentemente, è la costituzione di una Srl, una particolare tipologia di società di capitali molto vantaggiosa e consigliata.

Per concludere questo articolo, dobbiamo dire che un Commercialista Palermo conosce nel dettaglio tutte queste informazioni, che può spiegare e descrivere a chiunque sia interessato.

Per avere ulteriori informazioni leggi i vantaggi di avere una consulenza fiscale.

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